Laureato in Lettere con una tesi di Storia moderna dal titolo Paolo IV e la riforma cattolica, ha orientato i propri interessi di ricerca verso la storia culturale e sociale dell’età moderna, con particolare riguardo al rapporto tra istituzioni, produzione del sapere e trasformazioni della società. La formazione universitaria si è progressivamente concentrata sul ruolo svolto dalla Chiesa nella prima età moderna nei processi di elaborazione e trasmissione della conoscenza, nella definizione delle forme dell’autorità e nella ridefinizione degli assetti culturali. Da tali approfondimenti è scaturita una specifica attenzione per i momenti di riforma e per le dinamiche interne dell’istituzione ecclesiastica, analizzati nei loro risvolti organizzativi, culturali e simbolici.
Al nucleo degli interessi storici si è affiancato il confronto con altri ambiti delle scienze umane, in particolare con l’antropologia culturale e la linguistica. Il dialogo con entrambe le discipline ha permesso di mettere a fuoco i sistemi simbolici e i linguaggi attraverso cui le società di antico regime costruivano ed esprimevano identità, valori e appartenenze.
L’incontro fra storia delle istituzioni e storia del pensiero ha quindi orientato lo studio verso i contesti, le pratiche e gli strumenti mediante i quali il sapere viene conservato, organizzato e trasmesso.
Gli studi post-laurea sono così proseguiti con il conseguimento di master universitari nell’ambito di un percorso di alta formazione dedicato alla biblioteconomia e all’archivistica, con particolare riguardo alla storia del libro, delle biblioteche e degli archivi. Biblioteche e archivi costituiscono realtà complesse, la cui fisionomia si è definita nel tempo attraverso sedimentazioni, scelte, ordinamenti, dispersioni e successive ricomposizioni. La costituzione dei fondi e delle raccolte, i criteri adottati per organizzarli e descriverli e gli strumenti predisposti per renderli accessibili riflettono differenti concezioni della conoscenza e della sua trasmissione.
Particolare rilievo ha assunto lo studio del libro antico e dei documenti d’archivio nella loro concreta materialità. Il libro e il documento conservano una storia che va oltre il testo che veicolano: struttura materiale, provenienza, annotazioni, segni d’uso, interventi successivi e tracce lasciate dalla conservazione concorrono a ricostruirne l’identità, le vicende di possesso e le modalità della circolazione, offrendo elementi essenziali per la ricerca.
In questa cornice, la descrizione e la catalogazione si configurano quindi come forme di ricostruzione storica, volte a restituire intelligibilità ai contesti nei quali libri e documenti si sono formati, trasmessi e conservati. Biblioteche, archivi, fondi e raccolte rappresentano così osservatori privilegiati dei processi attraverso i quali una società seleziona, organizza e consegna al futuro le proprie testimonianze.

